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| STAZIONE METEO-CLIMATICA DI | |
| PISA | |
| di Francesco Bracci | |
| 4 m slm - Italia - 43°43'5'' N 10°22'44'' E | |
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::: Nevicata del 18/12/2009 |
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Le copiose nevicate che hanno interessato la Toscana tra venerdì e sabato entreranno di diritto nell’archivio degli eventi meteorologici eccezionali per la nostra regione. La neve è caduta copiosa un po’ ovunque, sia in montagna che nei fondovalle e addirittura sulla costa. Le uniche zone che non hanno visto cadere la dama bianca sono quelle più a sud della regione dove si sono avute meno precipitazioni e temperature più elevate. Accumuli fino a 40 cm sugli Appennini, 20 cm in città come Pistoia e Prato, 15 cm a Lucca, 10 cm ad Arezzo, qualche centimetro a Firenze e a Pisa; tracce di neve addirittura fin sulle coste, imbiancate le spiagge a Viareggio. Le cause di questi eventi sono da attribuirsi all’incontro tra le masse di aria gelida scese inizialmente dalla Siberia - che hanno portato gran freddo su buona parte dello stivale - e le miti ed umide correnti oceaniche, con formazione di un minimo di pressione al suolo tra Corsica e Liguria in rapido spostamento verso est che ha dato poi luogo a precipitazioni intense, anche temporalesche, fino a bassa quota. Nuclei di aria gelida erano giunti già da diversi giorni nell’Europa Centrale, favoriti dalla presenza di un anticiclone di blocco esteso in latitudine dall’oceano atlantico fino alla Groenlandia, ma solo durante il weekend tali correnti fredde hanno interessato più direttamente l’Italia. Questa configurazione barica peraltro si verifica raramente e comunque è più frequente che occorra a gennaio, nel pieno dell’inverno, piuttosto che a dicembre. Pisa si è ritrovata, come spesso accade in queste occasioni, al limite tra le precipitazioni nevose e quelle piovose. Un primo scroscio di neve si è verificato verso le 16 del pomeriggio e, nonostante la temperatura fosse circa di 4°C, le temperature rigide in quota (-5°C a 850 hPa) e il dew point molto basso han permesso ai fiocchi di arrivare a terra molto asciutti senza però attaccare. I fenomeni sono ripresi verso le 18 ma la temperatura di 3°C, la maggiore umidità nella colonna d’aria e il richiamo di correnti più calde in quota hanno impedito che la neve potesse giungere fino al suolo ed ha prevalso quindi la pioggia o comunque neve molto bagnata. La temperatura è però continuata a scendere lentamente fino a poco meno di 1°C e le precipitazioni si sono intensificate, raffreddando maggiormente la colonna d’aria cosicché dopo le 23 le precipitazioni sono divenute nevose anche in città. Per più di mezz’ora ha nevicato ad una intensità molto forte con fiocchi abbastanza asciutti e molto grandi, tanto da ricoprire di neve le numerose pozze d’acqua e le strade ormai molto bagnate. Nel corso della notte, prima che i fenomeni avessero termine, è purtroppo caduta nuovamente neve molto bagnata che ha in parte sciolto e in parte trasformato in poltiglia quella già presente al suolo. In ogni caso i pisani hanno avuto sabato mattina un bianco risveglio dato che un po’ di neve è comunque rimasta sulle auto, sui tetti, ai bordi delle strade e sui prati. Un evento piuttosto raro a Pisa, dato che l’ultima nevicata degna di nota risale a fine dicembre del 2005. L’aria fredda al seguito della perturbazione (fino a -9°C a 850 hPa) ha fatto sì che le temperature rimanessero molto basse sia sabato che domenica, garantendo alla neve di rimanere intatta al suolo nell’intera regione. A Pisa sabato si è appena raggiunto 1°C come temperatura massima mentre la domenica mattina, complice il cielo sereno, si sono toccati i -5°C, temperatura più bassa dall’inizio degli anni 2000. In alcune località più interne, l’assenza di vento e la neve al suolo hanno fatto scendere la colonnina di mercurio fino a -18°C (Anghiari (AR)) e in molte località si sono comunque raggiunti i -10°C, valori eccezionali per la nostra regione. |